Giungo sul posto alle 17 del pomeriggio e mi piazzo sulla mia amata penisoletta che si protende sul lago per una trentina di metri.
Il suolo è purtroppo ricoperto dal polline, di cui la mia attrezzatura si "impregna". Il tempo è soleggiato ma ogni tanto il sole è oscurato da qualche sottile strato di nuvole ; la temperatura è gradevole ( quasi 25 gradi).
preparo le lenze sulle tre canne, due di esse con boiles affondante singola self-made alla pesca e una con omino di neve banana-pesca. una canna la lancio in prossimità di un albero caduto in acqua, la seconda in corrispondenza di una secca e la terza a profondità elevate su un fondale duro e compatto di grossi ciottoli.Sulle canne nessun segno di attività fino a quando intorno alle 19.45 la canna lanciata verso gli ostacoli segnala una poderosa partenza, così ferro dolcemente e inizio il combattimento.
Cerco di estrarre il pesce dai rami e ci riesco, così mi convinco che il combattimento sia in dirittura di arrivo, ma, a pochi metri da riva, il pesce punta dei rami che spuntano dalla riva verso l'acqua sulla mia destra: il pesce si pianta e penso che le mie chance di tirare la carpa a secco siano ormai ben poche, ma aggrappandomi su un albero sulla sponda riesco, dopo circa 15 minuti ad estrarre il pesce dai rami e a salvaro da quello che sarebbe probabilmente stato un destino orribile.
il pesce non è enorme ma è molto bello.
scusate la scarsa qualità delle foto ma fare delle foto decenti con l'autoscatto per me non è semplice

ps. considerati i rischi di questa postazione ho deciso che non pescherò più su questa penisoletta, ma mi sposterò in un punto un po più sicuro per l'incolumità del pesce, dato che quest'anno si ho già catturato alcuni bei pesci, ma il rischio di perderli è troppo alto.